Category Archives: Tavole rotonde e convegni

La presidenza Obama: un bilancio dei suoi otto anni fra luci ed ombre

obama

Giornata di studi organizzata dal Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali – Università di Bologna e il CISPEA su: “La presidenza Obama: un bilancio dei suoi otto anni fra luci ed ombre”

Introduzione ai lavori: Raffaella Baritono.

Relatori: Mario Del Pero (Sciences Po-Paris), Federico Romero (IUE-Firenze), Arnaldo Testi (Università di Pisa), Stefano Luconi (Università di Padova), Ferdinando Fasce (Università di Genova), Daniele Fiorentino (Università di Roma Tre).

Discussants: Elisabetta Vezzosi (Università di Trieste), John Harper (Johns Hopkins University), Sergio Fabbrini (Luiss Roma), Marco Mariano (Università del Piemonte orientale), Duccio Basosi (Unviersità di Venezia), Cristina Iuli (Università del Piemonte orientale).

Tavola Rotonda: Dopo il secolo americano

Hillary Clinton and Donald Trump are tightening their grips on the Democratic and Republican presidential nominations.

Pubblichiamo le relazioni che Federico Romero (Istituto Universitario Europeo), Matteo Battistini (Università di Bologna) e Daniele Fiorentino (Università Roma Tre) hanno tenuto alla dodicesima edizione della Summer School CISPEA (3-6 luglio 2016), con l’introduzione di Tiziano Bonazzi (Università di Bologna), direttore della scuola.

Un dramma americano: Tavola rotonda su “Abraham Lincoln” libro di Tiziano Bonazzi

7b07b56cover26055

Tavola rotonda con: Paolo Pombeni, Federico Romero, Matteo Sanfilippo e Tiziano Bonazzi

Paolo Pombeni (Istituto Storico Italo-Germanico)

Per tutti gli appassionati storia e di politica il volume che Tiziano Bonazzi ha dedicato al presidente della guerra civile americana è una lettura da non perdere (T. Bonazzi,  Abraham Lincoln. Un dramma americano, Bologna, Il Mulino, 2016, pp. 306, € 22). Prima di tutto perché è un libro scritto in maniera splendida, il che purtroppo sta diventando raro. L’autore crea un gioco di sfondi e di primi piani sul suo eroe che non solo è molto godibile, ma che ci porta davvero “dentro” una storia tutt’altro che semplice da dipanare.

Storia, mito e pallone. Tavola rotonda su Argentina-Inghilterra trent’anni dopo la “mano de Dios”

mano_de_dios (1)

Tavola Rotonda con: Matthew Taylor, Francesco Davide Ragno e Nicola Sbetti

Matthew Taylor (De Montfort University)

In Inghilterra è difficile separare Diego Maradona dalla famosa rete segnata con la “hand of God”. Nonostante sia diventato uno dei più grandi calciatori al mondo di tutti i tempi e abbia giocato un ruolo chiave nel trionfo mondiale dell’Argentina nel 1986, Maradona viene ancora spesso definito sulla base di quella rete irregolare. Non a caso la sua biografia in inglese più letta e venduta è titolata Hand of God. I tifosi più oltranzisti lo considerano ancora un baro.  Quelli un po’ più aperti, pur ritenendo che quella prima rete non rientri nella tradizione inglese di “fair play”, riconoscono che il gesto rifletteva la determinazione di uno sportivo professionista desideroso di vincere e preferiscono concentrarsi sulla bellezza della seconda rete, che celebrò Maradona come uno straordinario talento al top della forma.

Alle origini del nazionalismo. Tavola rotonda su Benedict Anderson e “Comunità Immaginate”

B Anderson

Contributi di: Tommaso Detti, Daniele Fiorentino, Armando Pitassio, Carlo Spagnolo

Tommaso Detti (Università di Siena)

Non avendo la competenza per dire alcunché sull’opera di Benedict Anderson in quanto specialista dell’Asia sudorientale, mi limiterò ad alcune considerazioni sul suo libro più noto: Imagined Communities (d’ora in poi IC).

Le presidenziali argentine: Mauricio Macri e l’eredità kirchnerista

Mauricio Macri, presidential candidate of the Cambiemos (Let's Change) coalition, gestures to his supporters after the presidential election in Buenos Aires, Argentina, November 22, 2015. Conservative opposition candidate Macri comfortably won Argentina's presidential election on Sunday after promising business-friendly reforms to spur investment in the struggling economy. REUTERS/Ivan Alvarado

Contributi di Loris Zanatta (Università di Bologna) e Paolo Macry (Università di Napoli Federico II)

Loris Zanatta, Si sgonfia il populismo in America Latina

Sbaglia chi pensa che dopo la vittoria di Mauricio Macri in Argentina e il tonfo elettorale di Nicolás Maduro in Venezuela, l’America Latina sia sul punto di passare da una stagione politica dominata dalla sinistra ad una dominata dalla destra. Ammesso che l’asse destra – sinistra sia adeguato per comprendere la storia politica, cosa che mi è sempre parsa di un semplicismo disarmante, di certo non lo è per cogliere il senso di ciò che accade oggi. Ha forse senso nei sistemi rappresentativi pluralisti, dove esiste ampio consenso sul sistema istituzionale democratico e dove destra e sinistra divergono ma si riconoscono legittimità reciproca.

Per un nuovo approccio alla Storia delle Relazioni Internazionali: il caso della cesura degli anni ’70

cold_war

Scuola di Scienze Politiche, Università di Bologna, sede di Forlì, 29 settembre 2015

Partecipano: Antonio Varsori (Università di Padova), Paolo Soave (Università di Bologna), Riccardo Brizzi (Università di Bologna)

Ascolta il file audio

Paolo Soave (Università di Bologna), Introduzione e coordinamento

La Storia della Relazioni Internazionali ha sofferto per anni di una evidente carenza di manualistica italiana, lasciando che l’impostazione rigorosamente diplomatica data da Jean Baptiste Duroselle apparisse sempre più datata.

Historians of the world, unite! Tavola rotonda su “The History Manifesto”, di Jo Guldi e David Armitage

History manifesto

Partecipano: Raffaella Baritono, Paolo Capuzzo, Mario Del Pero, Giovanni Gozzini, Giovanni Orsina

Raffaella Baritono (Università di Bologna) :

Il pamphlet di Guldi e Armitage invita gli storici e le storiche a fare i conti con i processi di trasformazione politica e culturale che stanno modificando i rapporti tra sapere e politica, i processi di formazione e di costruzione della cittadinanza, i concetti e le categorie che sono in grado di dare senso ai mutamenti della contemporaneità come pure con il modo in cui si costruiscono le linee di definizione gerarchica di categorie e discipline.

L’oggetto principale della critica di Guldi e Armitage, il fantasma che a loro avviso aleggia oggi – ‘the spectre of the short term’, per usare la loro espressione – è solo l’occasione per una riflessione di più ampio respiro e che merita la nostra attenzione per i problemi grandi e complessi che solleva.

Neutrali per la nostra piccola patria. Neutralismo e pacifismo nella Grande Guerra

neutralismo

Ascolta il file audio del seminario

Fulvio Cammarano (Università di Bologna), Introduzione e coordinamento

Michele Cento (Istituto Italiano per gli Studi Storici, Università di Bologna), Per il diritto al domani. Il neutralismo socialista e la Grande Guerra

Pubblicati tra il 1915 e il 1919 e raccolti grazie all’opera di reperimento della Fondazione Gramsci Emilia-Romagna, i «Documenti socialisti intorno alla Guerra» rappresentano una fonte assai rilevante per comprendere come lo spirito originario del neutralismo socialista venga tradotto nella concreta esperienza della Prima guerra mondiale. Il rapporto tra patriottismo e internazionalismo, tra via legale al socialismo e sopravvivenza legale del socialismo, tra riforma e rivoluzione viene così ripensato in queste pagine, che delineano un itinerario coerente ma non privo di tensioni politiche e concettuali.

The Cold War Legacy in XXI Century Patterns of IR in a Changing World

Cold War

 

  1. Key-note Speech: Prof. Odd Arne Westad, London School of Economics (2014)

In his speech, Prof. Odd Arne Westad reviewed the significance of the Cold War as a useful framework for the conflicts of the II post-war international system. He argued for the massive contribution of the bipolar rivalry to the shaping of the postcolonial world: both in terms of enlarging or restraining conflicts and organizing modern societies. Then, he argued for the substantial “continuity” of US policies after 1989, especially as for the power of ideology is concerned. On the contrary, reference to the Cold War in Russian discourse is mere rhetoric except for the resentment on the East-West relations in the 1990s, that is how Russia was treated after its demise of state socialism. He reviewed China’s and Russia’s concerns over borders and the territorial aspects of their international relations. In this sense, he detected a major divergence between these states and the global mobility of current capitalism still supported by the US and partly by Europe as well.