Esci dall’aula! Perché oggi la politica teme la storia?

Di Fulvio Cammarano (Università di Bologna)

La questione dell’esclusione della traccia di storia per il tema d’italiano, proposta dalla Commissione per la riforma dell’esame di maturità, ha fatto emergere ancora una volta il problema, ormai evidente, della perdita di centralità della storia nella società contemporanea. Si tratta di una sorta di declassamento che sta avvenendo sia nell’ambito educativo, sia in quello più generale della formazione culturale della classe dirigente e che però, di fatto, sembra decisamente in contrasto con la domanda di storia che proviene da una parte consistente dell’opinione pubblica. Si tratta di una “richiesta” a cui fanno fronte, spesso con risposte di buona qualità, la programmazione televisiva, in particolar modo quella della Rai, e la produzione editoriale ma che è anche oggetto di numerosi eventi – festival, premiazioni, convegni – molto partecipati.

1938: le leggi antiebraiche e i giovani

Di Enrico Palumbo (Università Iulm di Milano)

Dopo anni di graduale erosione dei diritti degli ebrei e in un contesto di legittimazione del razzismo con la guerra coloniale italiana in Africa orientale, nella seconda metà degli anni Trenta si assisté a una dura campagna antisemita condotta dal regime fascista. Nel corso del 1938, un crescendo di iniziative preannunciò l’assunzione di provvedimenti ufficiali da parte delle autorità, fino alla drammatica accelerazione estiva: il 14 luglio il regime diffuse il documento Il fascismo e i problemi della razza, in cui si affermava l’esistenza delle «razze umane» su basi biologiche e si sosteneva che gli italiani avrebbero fatto parte della «razza ariana», dalla quale erano esclusi gli ebrei. Proprio il ministero dell’Educazione nazionale guidato da Giuseppe Bottai fu tra i più attivi, in quelle settimane, nel sostenere la campagna antisemita. Furono numerose le circolari con cui si limitavano i diritti degli ebrei nella scuola, con anticipo rispetto alla promulgazione delle nuove, imminenti norme.

Hamilton: una commedia hip-hop

di Marco Sioli (Università degli Studi di Milano)

Dopo diversi anni di “tutto esaurito” sui palcoscenici di New York, la commedia musicale hip-hop Hamilton è sbarcata a Londra, segnando ancora una volta un successo eccezionale di botteghino e di critica. Fortemente voluta dal compositore e protagonista Lin-Manuel Miranda, il musical ci riporta all’età rivoluzionaria degli Stati Uniti puntando i riflettori sulla figura di Alexander Hamilton. Attraverso le gesta del primo segretario del Tesoro americano, Miranda ha cavalcato il successo al ritmo della musica rap per mostrarci un personaggio complesso e affascinante sorgere da origini oscure e andare prima verso il trionfo politico, poi verso il tragico destino che lo attendeva.

“Age of Fracture”: citizenship, ideologies, global politics

The seminar was organized by CISPEA and the Department of Political and social sciences of the University of Bologna, with the financial support of the US Embassy in Rome. The goal of the initiative was to deepen a conversation on the fragmentation and the collapse of all master narratives, which are particularly crucial in the new, uncertain political contexts affecting both the transatlantic and global spaces.

La prospettiva globale nell’insegnamento universitario della storia contemporanea

Il 23 gennaio 2018, nella sede del Dipartimento di Scienze politiche dell’Università di Napoli Federico II, è stato presentato il libro di Lucio Caracciolo e Adriano Roccucci Storia contemporanea. Dal mondo europeo al mondo senza centro (Le Monnier – Mondadori 2017). Alla discussione hanno preso parte – oltre agli autori e al dottor Alessandro Mongatti, editor e responsabile di redazione del settore Università, Periodici e Varia della casa editrice Mondadori Education – il geografo Vittorio Amato e lo storico Teodoro Tagliaferri.

La presentazione si è svolta nel quadro delle giornate di incontri Libri. Produrli, pubblicarli, studiarli (22-23-24 gennaio 2018, https://www.unina.it/-/15757447-libri-produrli-pubblicarli-studiarli).

Riportiamo di seguito il testo dell’intervento di Teodoro Tagliaferri.

1. Il volume sulla storia del mondo contemporaneo di cui sono coautori Lucio Caracciolo e Adriano Roccucci recentissimamente pubblicato da Le Monnier Università (che è un marchio editoriale di Mondadori Education) si presta particolarmente bene a esemplificare gli intenti delle giornate del libro promosse dal Dipartimento di Scienze politiche dell’Università di Napoli Federico II.

Out of Ashes. Recensione di Marco Gervasoni

Konrand Jarausch, Out of Ashes. A New History of Europe in the Twentieth Century, Princeton, Princeton University Press, 2016, pp. 880.

Recensione di Marco Gervasoni

Se v’è un genere molto frequentato nella saggistica anglo-statunitense degli ultimi anni è quello delle storie dell’Europa contemporanea. A un calcolo approssimativo e per difetto ne abbiamo individuate almeno una dozzina in un quindicennio, senza contare le storie mondiali comprensive del vecchio continente, quelle che chiudono nel presente la narrazione iniziata dal Medioevo e i lavori relativi all’integrazione europea. Tanta abbondanza ci sembra però più provenire da un rovello etico-politico degli studiosi e da un sacrosanto interesse di mercato che essere il frutto di nuove stagioni di studi e di interpretazioni. Sul primo versante, infatti, latitano su molti argomenti i lavori di ricerca, di cui le storie d’Europa come sintesi dovrebbero dare conto.

La crisi dei profughi nella prospettiva della storia globale

Il 12 maggio 2017, nella sede nella sede dell’Istituto di studi sulle società del Mediterraneo, è stato presentato Profughi, numero monografico di «Meridiana» curato da Stefano Gallo. Alla discussione, presieduta dal geografo dell’Università Orientale di Napoli Fabio Amato, hanno preso parte Elena De Filippo, presidente della cooperativa sociale DEDALUS e docente di Sociologia delle migrazioni all’Università di Napoli Federico II, l’avvocato Roberta Aria, dell’Associazione per gli Studi Giuridici sull’Immigrazione, e lo storico Teodoro Tagliaferri. La presentazione si è svolta nel quadro della Giornata di studi Nuove ricerche sulle migrazioni, organizzata dal Master di I livello in Immigrazione e politiche pubbliche di accoglienza ed integrazione del Dipartimento di Scienze politiche della Federico II.

Riportiamo il testo dell’intervento di Teodoro Tagliaferri

Il profugato contemporaneo e la globalizzazione del nazionalismo

Personalmente ho imparato parecchio, e ricevuto molti e forti stimoli, da ciascuno dei nove pregevoli contributi al fascicolo monografico di «Meridiana» che sono assai lieto di potere oggi commentare e discutere

In ricordo di Hayden White

Per ricordare lo storico Hayden White, recentemente scomparso, rilanciamo la tavola rotonda Storia narrativa, storia narrazione, pubblicata su “Ricerche di Storia Politica” nel numero 1/2009 curato da Mauro Moretti con Giuliana Benvenuti, Girolamo Imbruglia, Mauro Moretti, Marcello Mustè.

Roundtable with Hayden White

In this roundtable Hayden White responds to several questions posed by a panel of historians that comprises Giuliana Benvenuti, Girolamo Imbruglia, Mauro Moretti, Marcello Mustè. The questions concentrate on the relationship between discourse and narration, history and fiction. The objective of the discussion was to discuss whether history can be considered a science or a literary genre, and to define the role of the narrative component in the writing of history.
Keywords: History, Narration, Fiction, Literature

I Pentagon Papers, (Nixon) e la stampa: dell’eterna lotta per il primo emendamento

Di Angela Santese (Università di Bologna)

«La sera del primo ottobre 1969 oltrepassai i controlli di sicurezza della Rand Corporation di Santa Monica, portando con me una valigetta piena di documenti segreti che pensavo di fotocopiare la notte stessa. I documenti facevano parte di uno studio top secret di 7.000 pagine concernenti il decision-making americano in Vietnam che sarebbe diventato noto come i Pentagon Papers». Con queste parole Daniel Ellsberg, uno dei protagonisti del film The Post, descrive nelle sue memorie l’inizio di quello che si sarebbe configurato come uno dei più grandi press leak della storia statunitense.

L’ora più buia: il ritratto di un uomo solo al comando

L’ora più buia (Darkest Hour) regia di Joe Wright (2017).

Di Giulia Guazzaloca (Università di Bologna)

È l’immagine di un uomo solo e controverso quella di Winston Churchill che ci restituisce il film di Joe Wright. Un uomo testardo e coraggioso ma lacerato da dubbi e paure, burbero e prepotente ma capace di gesti di grande tenerezza, collerico e al tempo stesso affettuosissimo con la moglie Clementine e coi figli, pieno di manie, bevitore accanito e oratore straordinario. Un Churchill, insomma, molto diverso da quello che spesso trasmettono i manuali di storia: l’indomito eroe della Seconda Guerra mondiale, il gigante del XX secolo dal piglio volitivo e senza incertezze, l’uomo che nel 2014 la BBC ha proclamato il più grande inglese di tutti i tempi.